Pallanuoto – Esclusiva SSW, Miceli: «La Coppa Italia una rivincita contro noi stesse»

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Serata conviviale e di festa ieri per la Geymonat Orizzonte Catania che, tornata in Sicilia, ha celebrato la vittoria della Coppa Italia con un aperitivo alla Locanda del Vinattiere, a Catania. La dirigenza, le giocatrici, lo staff, le persone dall’esterno più vicine al club e gli operatori dell’informazione hanno brindato insieme al primo successo di un nuovo ciclo iniziato in questa stagione, prima di tuffarsi nel rush finale in campionato. Durante la serata, Sicilia Sport Web ha intervistato il tecnico delle rossazzurre, Martina Miceli, che sabato ha conquistato il primo trofeo della sua carriera da allenatrice dopo averne vinti 21 da giocatrice.

Nelle partite con Firenze e Rapallo si è avuta l’impressione di una squadra che, al di là del livello tecnico, ha fatto della compattezza la propria forza. Se lo aspettava?

«Sì, mi aspettavo di vedere una squadra più compatta, per come le ho viste crescere e per lo spirito con cui ogni giorno lavorano e mi sopportano agli allenamenti. L’unica incognita era legata al fatto se fossi riuscita o meno a tirare fuori di loro la cattiveria giusta, e in tal senso ho avuto riscontri molto positivi, sono molto contenta delle mie ragazze. Sia con Firenze che con Rapallo le ho viste aggressive e determinate sin dall’inizio, con le liguri abbiamo un po’ tirato i remi in barca una volta che eravamo sul 7-1, ma alla fine possiamo trovare del buono in questo in prospettiva scudetto, abbiamo capito realmente che bisogna sempre tenere alta l’attenzione e con un avversario come quello di sabato non ci si può adagiare, forse una vittoria facile e senza patemi ci avrebbe lasciato poco sotto questo punto di vista».

Si può dire che l’Orizzonte, con questo successo e con le prestazioni che ha messo a referto, abbia certificato la propria quadratura definitiva? La vittoria con Rapallo, soprattutto dopo l’epilogo della passata stagione con le sconfitte contro l’allora Pro Recco, può essere concepita come una rivincita?

«La vittoria contro Rapallo non è stata una rivincita per l’anno scorso, è stata più che altro una rivincita contro noi stesse. Sicuramente l’anno scorso l’allora Pro Recco era più forte della squadra di adesso ed era più forte di noi, ma nulla toglie che abbiamo giocato al di sotto delle nostre potenzialità. Elementi come Garibotti, Radicchi, Aiello e in primis Ricciardi sono praticamente altre giocatrici rispetto alla scorsa stagione, me lo dimostrano con l’impegno quotidiano e il lavoro in allenamento. Tra l’altro pur avendo vinto non siamo state perfette, abbiamo fatto degli errori, dobbiamo ancora migliorare, manca un mese e mezzo alle finali scudetto e contiamo di arrivarci in uno stato migliore di quello che abbiamo adesso».

Adesso è il momento di puntare l’obiettivo del campionato, dove ci saranno 5-6 squadre pronte a dire la loro. Ma l’Orizzonte ha dimostrato che nelle partite da coltello tra i denti riesce sempre a dare il meglio…

«Fino ad ora è stato sempre così, è valso anche per me nella mia carriera di giocatrice e conto di trasmettere questa qualità alle ragazze, visto che l’allenatore deve anche dare il carattere alla squadra. Nelle due partite di Coppa Italia ci è andato tutto bene, ma la squadra deve saper rimanere compatta ed inseguire il risultato anche quando non è così. Sabato a Messina avremo una trasferta impegnativa, noi non saremo al top fisicamente e verremo da un fisiologico calo di tensione dopo la Coppa Italia, poi c’è da considerare il fatto che giocheremo all’aperto e che loro saranno agguerrite: sarà una gara difficile, ma noi vogliamo i tre punti, consapevoli che la squadra vera si vede nelle difficoltà».

Sabato il gol decisivo lo ha messo a segno Claudia Marletta, attaccante classe ’95. Si può dire che uno dei segreti dell’Orizzonte stia nell’armonia positiva, nel dare fiducia e nel mettere chiunque, anche le più giovani, nelle condizioni di dare il proprio apporto?

«Il nostro segreto più che altro sta nell’allenamento di tutte e 13 le giocatrici, anche della tredicesima che non gioca, e nel lavoro tattico in settimana per mettere la giocatrice titolare nelle condizioni di fare la cosa giusta al momento giusto. Dietro il gesto tecnico vincente di Claudia Marletta, decisivo come la parata di Ricciardi a 4” dalla fine, c’è stato tutto un lavoro di squadra che ha fatto sì che la stessa Marletta arrivasse ad insaccare con l’uomo in più. Questo senza nulla togliere al suo grande talento, che sicuramente c’è, sono contenta di tutta la squadra ma soprattutto di lei che lavora tanto e sta crescendo moltissimo, è una giocatrice di ottimo livello tecnico, fisicamente ben dotata, ma che deve ancora progredire molto sotto l’aspetto mentale, ma tra Firenze e Rapallo ha fatto due gare da “adulta” e sono molto contenta di questo».

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