Catania castigato da Tevez. Bergessio, ma che fai?

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Al “Massimino” la Juve passa grazie ad un gol dell’Apache nella ripresa. Buon Catania, troppo nervosismo ed un Bergessio da censura condannano gli etnei. Perdono tutte le ultime quattro in classifica. Non c’è tempo nemmeno per riflettere. Mercoledì arriva il Napoli e il Catania ci riproverà. Servirà solo far punti. 

Una Juve tutt’altro che trascendentale passa anche a Catania, confermandosi corazzata pressochè inaffondabile in Italia, ed àncora il Catania all’ultimo posto in classifica. I rossazzurri attutiscono il colpo, perchè la sconfitta fa il paio con quelle di Sassuolo, Chievo e Livorno. Vince solo il Bologna. Tutto invariato o quasi.

Con le armi a sua disposizione il Catania fa quel che può, e anche bene, nel primo tempo. Con una ordinata difesa a 3 (sorpresa Gyomber con Bellusci e Rolin) e densità a 5 uomini in mediana (con i rilanci di Monzon a sinistra e Plasil intermedio) rischia pochissimo e crea un paio di potenziali pericoli alla porta di Storari (alla fine mai veramente impegnato). A farla da padrone è però il nervosismo, insieme ad una tensione alta che si respira in campo e fuori. A testimoniarlo non solo gli interventi duri. Nella prima frazione arriva anche la simultanea espulsione di Conte e Maran, per probabili sfuriate segnalate dal quarto uomo dopo l’ennesimo contrasto duro in campo. L’impressione netta è che anche in campo qualcuno andrà anzitempo sotto la doccia. I rossazzurri la mettono sulla battaglia fisica. E Bergessio ingaggia un duello rusticano con Chiellini, palesemente indirizzato a lavare la ruggine del fallaccio che all’andata fratturò il perone all’argentino. Il difensore bianconero lo sa. Girerà a suo favore il nervosismo dell’attaccante.

All’ennesimo scontro, a metà ripresa,  D’Amato caccia fuori Bergessio per somma di ammonizioni. Imperdonabile per l’uomo da cui passeranno le maggiori speranze si salvezza etnea. Imperdonabile perchè il Catania ha già subito la rete di Tevez, dopo uno scambio con Osvaldo e un diagonale sul quale Andujar non è ancora una volta esente da colpe. La montagna diventa impossibile da scalare. I rossazzurri non hanno armi offensive diverse dal loro numero nove. Entra Leto, poi Keko al posto di uno stremato Barrientos. Poco, pochissimo per solleticare i bianconeri in difesa.

Passa in archivio una partita il cui esito era messo in preventivo. Ma che, dopo un buon primo tempo, poteva ancora una volta essere gestita meglio se non fosse per le lacune ormai croniche che il Catania si porta addosso in questa stagione. In fondo vince solo il Bologna. Perdono le ultime quattro. Un campionato a parte che entra nel vivo, nel quale dominano l’incertezza e la mediocrità. Tutte navigheranno a vista fino agli ultimi novanta minuti di stagione. Si salvi chi può.

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