Il Catania perfetto, Lazio asfaltata al “Massimino”

Share

Il caldo lunch match della 23^ al “Massimino” fa da cornice al miglior Catania di stagione. I rossazzurri superano la Lazio, schiodandosi dall’ultimo posto in classifica. Ritrovati corsa, gol e cattiveria. 

IL MATCH – Una vittoria ed una prestazione che possono rappresentare, forse, la definitiva metamorfosi etnea. Il Catania che oggi travolge la Lazio (il punteggio di 3-1 dice anche meno della superiorità mostrata a tutto campo dagli uomini di Maran) raggiunge almeno tre obiettivi. I tre punti, vitali in chiave salvezza. Una dose ingente di autostima. Porta a compimento il naturale processo di crescita innescato dal pari di S.Siro con l’Inter.

Mancava l’ultimo gradino per poter affermare d’aver ritrovato il Catania. Il gol e con lui la vittoria. Eccola, chiara e limpida come la giornata primaverile che ha accolto le squadre oggi al “Massimino”. E il gol record dopo 40 secondi di partita firmato da Izco su rifinitura di Castro  (un esterno destro di controbalzo bellissimo e, sopratutto, voluto)  la dice tutta su quanta cattiveria e determinazione avesse oggi la banda Maran. Il capitano si dimostra il termometro della squadra. Quando gira lui, oggi a mille, ecco il segnale che tutto il gruppo sta bene. Di gambe e di testa. Il ko di Barrientos (guaio muscolare per lui) ha cristallizzato gli animi per almeno 15′, dando una mano considerevole ad una Lazio stordita nell’arduo compito di prendere campo ed iniziare una reazione. Il pari arriva nell’unico tiro vero nello specchio fatto dai biancocelesti. E l’unica volta in cui uno strepitoso Alvarez fa arrivare al cross Konko. Lo firma Mauri di testa, ma la reattività di Andujar per l’occasione è quantomeno rivedibile.

ALTRO INIZIO, ALTRO INCUBO – Ad inizio ripresa Catania e Lazio fanno rispettivamente meglio e peggio di quanto non avessero già fatto ad inizio partita. In una manciata di minuti i rossazzurri bucano Berisha due volte. Prima con la capocciata in tuffo di Spolli su assist di Lodi. Poi con Peruzzi che, dopo un sontuoso slalom tra le maglie gialle ospiti, chiude in gol un triangolo con Keko. A quel punto il Catania deve solo temere sè stesso, insieme all’esperienza dei laziali più duri a morire. Nessuna delle due minacce prende corpo.

PUNTI DI FORZA – Perchè Alvarez è poderoso per tutta la gara, i centrali non sbagliano una chiusura, Rinaudo fa lievitare a dismisura i palloni intercettati e tutta la mediana dà dinamismo e imprevedibilità, garantendo copertura. Il Catania si scrolla il fardello dell’ultimo posto, con un successo che, per come giunge, vale più dei 3 punti messi in cascina. Ma per dimostrare che con gli affari di “bassa quota” questo Catania ha poco a che fare, la strada è ancora molto lunga.

Lascia un commento