EDITORIALE – Grinta e sofferenza. Ecco i rossazzurri da combattimento

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Se la sofferenza avesse un volto, potrebbe certamente essere rappresentata dalla gara di sabato Catania-Udinese. Un match che configura un po’ il momento della squadra rossazzurra ed il campionato di difficoltà che la squadra sta vivendo. Una gara in trincea per gli etnei che raccolgono il massimo risultato con il massimo sforzo, sia a livello mentale che fisico. Ma tre punti fondamentali per smuovere la classifica e non restare troppo affossati seppur con tante gare davanti.

Il momento no continua dal punto di vista degli indisponibili. In quasi ogni gara prima Maran e ora De Canio devono fare i conti con cambi sistematici causa infortuni. E questo naturalmente condiziona le scelte tattiche del mister. Ma di contro ci sono anche fattori positivi da analizzare.

Il Massimino ad esempio sta tornando ad essere un catino infernale pronto a sostenere per 95 minuti i suoi beniamini che sentono il calore e non più la pressione di un pubblico definito troppo frettolosamente esigente. Anche lo spirito battagliero dell’undici etneo dà sicurezza. Annullato mentalmente l’ottavo posto di maggio, il gruppo ha saputo rimboccarsi le maniche e ha indossato l’elmetto.

Importante poi il recupero alla causa di gente abbandonata o un po’ sfiduciata come Capuano, Maxi Lopez, Rolìn, Keko e Tachtsidis. Per il sergente De Canio tutti meritano una chance in modo da non aver malumori ma solo compattezza. Il volto migliore però continua ad essere quello di Gyomber, centrale giovane, di prospettiva ma pronto sin da subito, entrato e mai più uscito da Cagliari in poi.

Due settimane per accrescere la propria consapevolezza e prepararsi a matare il Toro, sempre con la tenuta da combattimento, l’abito essenziale di quest’anno.

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