EDITORIALE – Rossazzurri cinici, sfortunati o…Quale verità?

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Sfortuna, errori, condizione ancora non al top o nulla di tutto questo? Cosa c’è dietro l’ennesima non vittoria di questo inizio di campionato dei rossazzurri? La gara col Genoa, la terza al Massimino in tre domeniche di fila, doveva essere la conferma delle buone cose viste col Chievo, e soprattutto di altri tre punti che avrebbero dato ossigeno alla classifica. Ma l’autorete beffa di Nicola Legrottaglie all’86esimo ha spento gli entusiasmi di una vittoria ormai in tasca. Le tesi sono alquanto divergenti.

Da una parte la critica sostiene che il match ha avuto pochi spunti tecnici, ancor meno occasioni e zero spettacolo. Ma ancor di più hanno intravisto un sostanziale equilibrio che ai punti sarebbe confluito in un pareggio. Risultato dunque giusto e Catania ancora alla ricerca del gioco perduto. Altri, i “Maraniani”, più cinici e pragmatici ma meno frettolosi, pensano che gli etnei stessero per ottenere una vittoria di misura sfruttando uno svarione difensivo dell’avversario ma comunque in pieno controllo del match. Vero, se si considerano le occasioni dopo lo svantaggio del Grifone (nessuna).

Insomma minimo sforzo massimo risultato in attesa di ritrovare condizione e uomini importanti. Legittimo in Serie A vincere anche così, alzi la mano chi non ha mai assistito a gare del genere anche da parte di corazzate. L’1-0 non è peccato, anzi. E allora dove sta la verità? Difficile dirlo, fatto sta che la sosta può e deve servire per recuperare energie e forma. Ma deve servire anche per trovare gli automatismi in mezzo. Plasil cresce, Almiron deve tornare a far girare il motore mentre Tachtsidis deve prendere di petto le critiche ed imporsi. Maran ha fatto capire chiaramente di puntare su di lui ma certamente si attende qualcosa in più. Un plauso al giovane Biraghi e alla prolificità di “Pitu” Barrientos: già 3 reti e marcatore principe della squadra. Su col morale.

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