Catania, ancora non basta

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I rossazurri impattano 0-0 in casa contro il Parma. Ci si aspettavano i primi tre punti della stagione. Ed invece si è vista una squadra volenterosa quanto afflitta da evidenti difficoltà in fase conclusiva. Dei ducali le occasioni più importanti.

Il 3-5-2 ideato da Maran gioca a specchio con quello di Donadoni. Con la differenza che gli esterni gialloblu sanno e riescono meglio negli affondi sulle corsie e, seppur senza squilli eclatanti, riescono a creare qualche patema alla difesa etnea nel primo tempo. Dall’altra parte Bergessio manca di poco il bersaglio a pochi minuti dal via su assist di Plasil, poi si fa male e deve far posto a Maxi Lopez. Il primo tempo è un equilibrato botta e risposta di possesso palla, mai seriamente pericoloso per i due portieri.

Poco di concreto fino al quarto d’ora della ripresa. Da qui le squadre si allungano ed il Catania rischia più volte d’essere infilato dai contropiede ospiti. Amauri abbaia ma non morde, anche se è una sua pregevole giocata con destro dal limite a chiamare Andujar alla prima vera parata di tutto il match. I rossazzurri ci provano con la forza della disperazione ma lasciando da parte il costrutto e la lucidità. Barrientos seconda punta si eclissa col passare dei minuti, penalizzato oltremodo da un campo reso pesantissimo e gibboso dal diluvio abbattutosi sul “Massimino” un’ora e prima della sfida. Maxi continua invece ad essere un corpo estraneo alla squadra e agli ingranaggi tattici. Maran gioca la carta Boateng piazzato alto a destra, mentre Monzon si rende protagonista di una sola discesa ficcante in tutta la partita. Discesa che genera il diagonale destro di Plasil, unica grossa occasione etnea col pallone che fa la barba al palo. Poco dopo è Acquah a mancare in ripartenza il colpo del ko, colpa di un provvidenziale Legrottaglie a due passi da Andujar. Nel finale anche Keko prova a dire la sua, al posto di un esausto Pitu. Ma il Catania ancora non basta.

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